Múm

Gledileg Jól
2011, 6 su 10
http://mum.is
Il singolo natalizio della Morr coinvolge i Mum: due brani nel vinile, tre nella versione digitale. Ed è proprio il terzo brano il migliore, che i primi due sono folk stralunato che orecchiano troppo altri mondi più convenzionali, mentre il terzo si mantiene alieno. Ma sempre di canzoni natalizie si tratta.

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Frammenti del 24 febbraio 2012

A Winged Victory For The Sullen, A Symphony Pathetique (Montauk in February Remix). Un Remix in download dal sito, sul solco dell’originale. Nulla di che.
Yann Tiersen, Monuments. singolo tratto dal disco con un brano inedito (?), in linea col disco stesso.
Florence + The Machine, No Light, No Light. Singolo con due remix dello stesso brano, che lo rendono un pelo più vivace. Perdibili.

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B. Fleischmann

For M / Mikro_Kosmos – Two Concerts
2011, 6 su 10
http://www.bfleischmann.com/
Due brani, due concerti (quasi un’ora e mezza in totale), di cui il primo dedicato a Mark Linkous degli Sparklehorse (suicidatosi una settimana prima della registrazione del disco). Sono abbastanza vari da reggere l’intera durata, anche se soprattutto il primo ritorna spesso sulle stesse linee melodiche, mentre più elettronico è il secondo brano. Nel complesso un disco strumentale, ambientale, spesso tranquillo e solo a momenti più eccitante, interessante ma non eccezionale.

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Kovlo

Hey Mom, Where’s Timbuctu?
2011, 6 su 10
http://kovlo.bandcamp.com/
Gruppo svizzero dedito al post-rock. che in questo loro terzo disco presenta sei brani dedicati a diversa città del mondo. Sono molto di genere, post-rock molto classico, pienamente strumentale, con vuoti e pieni, momenti tranquilli ed altri furiosamente chitarrosi, come molti altri. Disco onesto, ma adesso devono trovare una strada più personale.

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Steven Wilson

Grace For Drowning
2011, 6 su 10
http://www.swhq.co.uk/
La lunga strada di Steven Wilson, a partire dai Porcupine tree, è un lungo percorso di avvicinamento ai King Crismon. In questo disco doppio (ma dura meno di un’ora e mezza), oltre che accostamenti ai Pink Floyd (di cui è strenuo fan, a sentire la sua intera discografia) e agli Yes, ci sono passaggi che sembrano presi di peso dai vecchi dischi dei KC. Ed anche la magniloquenza, la capacità tecnica, l’andamento e la struttura dei brani, tutto ricorda quella stagione tra il 60 e i 70 in cui il rock progressivo raggiungeva la sua vetta (per sprofondare subito dopo negli abissi). Fermandosi sempre un momento prima del baratro, Steven riesce a fare un disco in stile senza essere eccessivo, per cui si ascolta senza noia, e gli si perdona qualcosa in nome della nostalgia.

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Edda Magnason

Goods
2011, 7 su 10
http://www.eddamagnason.com/
Una cantautrice svedese al suo secondo disco. Allegro, dirompente, con stili vari, dal pop più sbarazzino al folk intimo, musiche variopinte, polifoniche e vagabonde. Un disco fresco, una voce fresca e duttile, musiche all’altezza. Non una capolavoro, ma tanto divertimento.

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Émilie Simon

Franky Knight
2011, 6 su 10
http://www.emiliesimonmusic.com/
Benché parte di una triste storia (il compagno di Emilie è morto qualche tempo fa in seguito alle complicazioni dell’influenza H1N1), il disco non è poi tanto triste. Rimane l’aria leggiadra delle canzoni pop, qualche divagazione strumentale in più (parte del disco è anche una colonna sonora), una sorta di quieta tristezza di fondo, ma, ancora una volta, delicate canzoni pop tra tradizione qualche innovazione.

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