Calibro 35

Ogni Riferimento A Persone Esistenti o A Fatti Accaduti E’ Puramente Casuale
2012, 7 su 10
http://www.calibro35.com/
c’erano una volta i film italiani d’azione (poliziotteschi, li chiamano). C’erano una volta i grandi compositori di colonne sonore italiane (qualcuno è rimasto…). I calibro 35 uniscono le due cose: suonano colonne sonore che potrebbero essere di film d’azione in pieno stile anni 70, strizzando l’occhio a Morricone, Trovajoli e tutti gli altri, e riuscendo, nel farlo, a non essere passatisti, nostalgici o semplicemente derivativi. Sarà la bravura e l’esperienza dei dei componenti del gruppo (che spesso hanno anche vita musicale anche al di fuori dei Calibro 35), ma il risultato è parecchio godibile.

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Piccola Bottega Baltazar

Mare Chiuso
2012, 6 su 10
http://www.piccolabottegabaltazar.it/
Visit http://piccolabottegabaltazar.bandcamp.com
Mare chiuso è un documentario sull’arrivo dei migranti in Italia di Stefano Liberti e Andrea Segre. La colonna sonora è della Bottega, ed è scaricabile gratuitamente. Come colonna sonora, è strumentale, senza particolari picchi, ma credo rifletta l’atmosfera documentaria non urlata: brani tranquilli senza essere ambientali, musiche destinate a non sovrastare ma ad accompagnare immagini. Bene, senza strafare.

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Kieran Hebden, Steve Reid, Mats Gustafsson

Live At The South Bank
2011, 7 su 10
http://www.fourtet.net/
http://www.steve-reid.com/
http://matsgus.com/
Un disco postumo (Reid è morto nel 2010, le registrazioni sono del 2009) per un trio jazz: batteria, sassofono e qualcos’altro, ovvero Four Tet alle tastiere e manipolazioni elettroniche. Avevo in qualche modo sottovalutato i dischi di Kieran Hebden ( Four Tet, appunto) con Steve Reid, buoni ma non troppo in linea con le mie aspettative. Questo live invece mette in splendida evidenza come i due più uno riescano a produrre della musica che parte sì da un jazz moderno, ma gli inserti elettronici lo mutano in qualcosa di più, divertente, appassionante e mai scontato.

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Air

Le Voyage Dans La Lune
2012, 5 su 10
http://www.aircheology.com/
La sonorizzazione di un film muto (uno anche piuttosto famoso, mica come gli altri che rifanno colonne sonore di film conosciuti solo ai cinefili) dei primi anni del ciname. Il richiamo (a volte passabile di autoplagio) ai suoni di ssinth degli anni ottanta e degli Iar dei dischi precedenti. La confezione di prestigio. Insomma, una grande operazione di moda, di revival, di nostalgia, indirizzata ad un pubblico numeroso ma di nicchia, con risultati assolutamente noiosi e brutti. Ecco, questo è il nuovo disco degli Air.

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Lo.Mo.

Il Tre Nel Segno
2012, 6 su 10
http://www.myspace.com/lomo2007
Nel lungo solco del cantuatorato italiano, ecco il secondo disco dei Lo.Mo., con grandi partecipazioni (Mauro Ermanno Giovanardi, ma anche Hugo Race…). De André e De Gregori si sentono, forse a causa della produzione, ma trapelano qui e lì afflati rock e blues. Brani discreti, cui manca una canzona trainante per dare un senso compiuto al tutto.

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Barry Adamson

I will set you free
2012, 5 su 10
http://www.barryadamson.com/
Barry continua la sua linea di soul R&B cupo ed oscuro. Ma cerca troppo di gigioneggiare nella voce, troppo impostata, ed anche la musica cerca di inseguire facili richiami alla presunta attuale coolness jazzistica e fighetta. Il risultato è dunque un disco ben confezionato, ma che sa troppo di mestiere per emozionare.

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Hooverphonic

Hooverphonic With Orchestra
2012, 4 su 10
http://www.hooverphonic.com/
Non nuovi a lavorare assieme ad un orchestra, questo è un disco che vede rifatti molti loro successi (e qualcosa di nuovo o cover) assieme ad un’orchestra. Ed un gruppo, che io ricordavo la versione pop e leggera del trip-hop diventa un gruppo che fa del pop puro, di basso mestiere, sdolcinato e po co attraente. Un disco inutile.

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Trasmissione del 16 Maggio 2012

Charlotte Gainsbourg, Two Moons, The Shadow Line, Giorgio Canali & Rossofuoco, Larkin Grimm, Raleigh Moncrief, M+A, Sigur Rós, Giacinto Scelsi, Boxeur The Coeur, Gionata Mirai, Roedelius & Schneider, Peak, Retina.it, Alog, Jambassa, Eraldo Bernocchi – Harold Budd – Robin Guthrie, ENO, Aucan, Aidan Baker.

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Dalot

Haikus 23
2012, 6 su 10
http://www.dalot.net/
http://dalot.bandcamp.com/album/haikus-23
Questo disco è nato in un modo che vale la pena raccontare. Lei (greca) vuole fare un tour europeo, ma occorrono soldi. Chiede allora alla rete (il sito Kickstarting) di sponsorizzare la cosa. Ci si mettono in tanti, e i soldi si trovano. Per ricompensare tutti, realizza 23 piccoli brani (degli Haiku), che mette a disposizione gratuitamente, ma li dedica a 23 persone che hanno permesso tutto ciò. Il risultato è quindi composto da 23 bozzetti elettronici, qualcuno divertente, molti piuttosto semplici, altri trascurabili, con una storia interessante dietro.

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Offlaga Disco Pax

Gioco Di Società
2012, 7 su 10
http://offlagadiscopax.wordpress.com/
Il terzo disco rimane fedele alla linea. Voce recitante e base dissonante, il marchio di fabbrica è rimasto. Stavolte le musiche sono più essenziali e meno chitarrose del solito, più sintetiche e industriali. I testi continuano a parlare si storie emiliane (reggiane, meglio) cercando di farne unità di misura del mondo. Manca forse il brano portante, e forse c’è meno sentimento e partecipazione, ma l’ascolto è sempre attento.

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