Sospensione attività

Megaphone sospende la propria attività, almeno per il mese di settembre.
Alla fine del mese decideremo se continuare, mutare o lasciare.
Grazie a tutti.

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Pubblicato su recensione

Jonny Greenwood

You Were Never Really Here
2018, 7 su 10
https://youwereneverreallyhere.bandcamp.com/

Ennesima colonna sonora per JG dei Radiohead. Questa volta tocca al film “A Beautiful Day – You Were Never Really Here” (questo è il titolo italiano: vai a capire la logica dei titolisti distributori…), e JG fa un buon lavoro, tra sintetizzatori e strumenti veri, con brani che oscillano tra ambientali e ansiosi, spesso all’interno dello stesso pezzo. Le cose funzionano, e si passa del bel tempo.

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Pubblicato su Anno 2018, recensione, Voto 07

Paul de Jong

You Fucken Sucker
2018, 5 su 10
http://www.dejongpaul.com/

PdJ era uno dei due The Books. Questo suo lavoro è molto strano: colpisce soprattuto l’alternanza tra momenti alti (momenti melodici veramente interessanti) ad altri decisamente bassi (gente che parla, urla e fa confusione in generale), tanto da irritare spesso l’ascoltatore. Si rimane male a pensare all’occasione sprecata a causa di una eccessiva presunzione dell’autore.

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Pubblicato su Anno 2018, recensione, Voto 05

Venetian Snares, Daniel Lanois

Venetian Snares x Daniel Lanois
2018, 6 su 10
https://venetiansnares.bandcamp.com/
https://daniellanois.com/

La strana coppia: il più furioso sperimentatore dei ritmi rapidi assieme ad un cantore dell’ambient e della tranquillità, in un breve disco che, lungi dall’essere una buona fusione da i due, rappresenta la sovrapposizione dei loro due stili, che confliggono più che armonizzarsi. Ciò che salta fuori è una cosa strana, non brutta, ma che lascia un po’ perplessi.

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Pubblicato su Anno 2018, recensione, Voto 06

Alva Noto

Unieqav
2018, 6 su 10
http://www.alvanoto.com/

A dieci anni di distanza dal primo, AN chiude la trilogia “uni” con con questo disco (lo si capisce dalle tre copertine che l’idea è stata quella fin dall’inizio: messe assieme una dopo l’altra riproducono appunto la scritta “uni”): questa volta, più che un esperimento, sembra un disco “normale”. Più orientato ai suoni del passato, rimane una compiuta opera di scultura, con qualche momento movimentato ed altri di attenta riflessione sulle forme, tanto da risultare il più ascoltabile dei tre.

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Pubblicato su Anno 2018, recensione, Voto 06

Lisa Kant

Trinus
2018, 6 su 10
https://www.facebook.com/lisakantartist/

LK è una cantante insegnante e studiosa italiana che in questo disco esplora pop, epica, rinascimento, tribalismo ed elettronica a supporto della propria interessante voce. Ne viene fuori un disco che sa di Dead Can Dance, In The Nursery e molto altro, dall’esito paradossalmente leggero, piacevole ma denso.

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Pubblicato su Anno 2018, recensione, Voto 06

Thievery Corporation

Treasures from the Temple
2018, 6 su 10
https://thieverycorporation.com/

Un nuovo lavoro che si rifà al precedente Temple of I & I, di cui contiene alcuni remix ma anche brani originali (che presumo risalire all’epoca del precedente), tanto da essere una sorta di fotocopia: reggae e dub la fanno la padrone, ma ovviamente compaiono hip-hop e molto altro, come, appunto, nel disco precedente. Se quello vi era piaciuto, questo non vi dispiacerà.

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Pubblicato su Anno 2018, recensione, Voto 06

Cocteau Twins

Treasure
2018, 8 su 10
https://www.cocteautwins.com/

Riedizione di un disco fondamentale della loro storia (il terzo), del 1984. Non l’avete? Correte a sentirlo.

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Pubblicato su Anno 2018, recensione, Voto 08

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