James Blackshaw

Summoning Suns
2015, 7 su 10
http://jamesblackshaw.tumblr.com/

JB riprende il discorso dove l’aveva lasciato col precedente “Love is the Plan2, e lo porta avanti su quella strada: c’è ancora il fingerpicking, ma ci sono anche arrangiamenti e soprattutto canzoni. Si, JB canta, e non lo fa malaccio, un po’ evocativo e sussurrante, ma ci sta. E se nel precedente sembravano esserci due anime a condendersi il disco, qui rimane un po’ di discordanza nella scaletta, ma l’effetto è meno straniante. Accettiamo questa strada e seguiamola, migliorerà ancora.

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Pubblicato su Anno2015, recensione, Voto 07

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