Soulwax

Essential
2018, 7 su 10
http://soulwax.com/

Chiamati a produrre un mix di un’ora per BBC, il duo di burloni ha invece realizzato dodici nuovi brani per complessivi sessanta minuti. E sono brani leggeri, base ritmica e via, qualche spazzata di synth, qualche voce quasi sempre manipolata o sintetica, puri semplici e divertenti. Essenziali, appunto.

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Ozmotic

Elusive Balance
2018, 7 su 10
http://www.ozmotic.it/

Terzo lavoro per un duo torinese di musica elettronica in senso lato, con i soliti ingredienti: strumenti acustici ed elettronici, glitch a disturbare eccetera eccetera. Eppure il risultato è davvero pregevole, perfino le oscillazioni di sax sono superiori a molti lavori scandinavi cui mi riesce facile confrontarli, disco non sempre facile ma dalle belle soddisfazioni.

The Mystery of the Bulgarian Voices

BooCheeMish
2018, 7 su 10
http://themysteryofthebulgarianvoices.com/

Un nuovo disco di quel coro bulgaro già noto alla 4AD e ad Elio e le storie Tese. Qui collabora, come non averci pensato prima, Lisa Gerrard, che vocalizza in qualche brano, ma che alla fine non fa che ripercorrere le strade note a suo tempo, tutto sommato allegria con una nota di tristezza come la vita ci insegna, sempre con melodie ed incastri vocali di tutto rispetto.

Bellini

Before the Day Has Gone
2018, 7 su 10
https://bellini.bandcamp.com/

Agostino Tilotta e Giovanna Cacciola riprendono il nome B assieme ad una sezione ritmica di natali statunitensi, e a quasi dieci anni dal precedente sfornano un disco che non si discosta molto dalla formula nota, molto rock on po’ post e parecchio math. Il disco è come sempre ruvido ed energetico, e inietta positività ad ogni ascolto.

Black Box Recorder

Life Is Unfair
2018, 7 su 10
http://indian.co.uk/shop/black-box-recorder.html

I BBR erano Luke Haines (The Auteurs), Sarah Nixey and John Moore (The Jesus and Mary Chain). Assieme hanno fatto tre dischi tra il 1998 e il 2003, qui raccolti assieme ad un quarto cd con live, inediti, curiosità e altro. Ed è ancora un piacere sentirli, dal pop rock primigenio al più elettronico finale, con la voce femminile e i coretti in sottofondo, una cosa piacevole che è stato bello ritrovare.

Joana Gama & Luís Fernandes

At the Still Point of the Turning World
2018, 7 su 10
Room40

Duo portoghese che per ensemble d’archi, fiati e percussioni realizza su commissione questo disco. Siamo in zona sperimentale, con droni e momenti ambient, ma forse l’esotismo della provenienza rende piacevole movimentato ed interessante, tanto che appena terminato il breve lavoro (37 minuti) si è subito pronti a ricominciare a cercare altre sfumature dei suoni.

Ian William Craig

A Turn of Breath
2018, 7 su 10
http://www.ianwilliamcraig.com/

Riedizione aumentata (con un secondo disco) dell’esordio del 2014. L’idea è di avere semplici brani per voce e chitarra passati attraverso una serie di strumenti analogici malati e malfunzionanti (confesso d’aver pensato che ci fossero problemi con il mio lettore…), con il risultato di avere atmosfere evocative, sporche e sognati, tra dormiveglia e frantumazione dell’ascolto.

Beach House

7
2018, 7 su 10
http://www.beachhousebaltimore.com/

Va da sé che si tratta del settimo disco della band; che continua a scrivere del bel pop, spesso dream a volte shoegaze (escono per la Bella Union, in odore di Cocteau Twins), per cui nonostante l’età e la poca innovazione rimangono produttori di buone canzoni che rasserenano e confortano le malinconie terrene.

aa.vv. (Erased Tapes)

1+1=X
2018, 7 su 10
https://www.erasedtapes.com/

Cofanetto celebrativo del decennale dell’etichetta, con 20 brani degli artisti dell’etichetta, spesso inediti. Ottimo lavoro, con molte buone cose, inevitabile qualche cosa meno buona, ma un perfetto riassunto di una delle migliori etichette attive. Varie edizioni per molte tasche.

Jonny Greenwood

You Were Never Really Here
2018, 7 su 10
https://youwereneverreallyhere.bandcamp.com/

Ennesima colonna sonora per JG dei Radiohead. Questa volta tocca al film “A Beautiful Day – You Were Never Really Here” (questo è il titolo italiano: vai a capire la logica dei titolisti distributori…), e JG fa un buon lavoro, tra sintetizzatori e strumenti veri, con brani che oscillano tra ambientali e ansiosi, spesso all’interno dello stesso pezzo. Le cose funzionano, e si passa del bel tempo.