Olivia Louvel

Data Regina
2017, 6 su 10
http://www.olivialouvel.com/

Un disco che si accompagna ad un sito con video e animazioni, più una installazione artistica che altro, quest’opera della compositrice franco-inglese OL che parla di due regine (Maria di scozia e Elisabetta I). Brani elettronici tra il minimale ed il complesso, voci e suoni strambi, un unico flusso che non stanca ma cha non riesce ad entusiasmare.

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Pubblicato su Anno 2017, recensione, Voto 06

Ghostpoet

Dark Days + Canapés
2017, 7 su 10
https://www.ghostpoet.co.uk/

Dopo aver spaziato dal sperimentale al rock-blues nei dischi precedenti, questo quarto del cantante e musicista inglese dal nome improbabile (Obaro Ejimiwe) presenta la summa del suo percorso, riuscendo a mettere dentro testi interessanti, musiche non banali senza essere difficili, suoni anche ricercati e buona commerciabilità. Disco che non si fatica a riascoltare subito.

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Pubblicato su Anno 2017, recensione, Voto 07

Onra

Chinoiseries Pt. 3
2017, 6 su 10
https://onra.bandcamp.com/

Madre Francese e padre Vietnamita, cresciuto in Africa e di stanza a Parigi, produttore hip-hop. Con queste premesse, ed una mancita di dischi provenienti dall’estremo oriente, abbiamo un disco (terzo di una serie) formato da 32 tracce tra il minuto e i due e mezzo fatti di campionamenti esotici su ritmi bizzarri. Curioso, con qualche momento divertente.

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Pubblicato su Anno 2017, recensione, Voto 06

Beach House

B-Sides and Rarities
2017, 6 su 10
http://www.beachhousebaltimore.com/

Come da titolo, un disco che raccoglie materiale sparso lungo l’intera carriera del duo statunitense, anche con un paio di brani inediti. sorprende l’uniformità del tutto, se non fosse che la carriera lunga sei dischi dei BH è molto uniforme sebbene di qualità. Ecco quindi che il disco la rispecchia pienamente: uniforme e di qualità.

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Pubblicato su Anno 2017, recensione, Voto 06

Loris (1958-2017)

LORIS BERTOCCO, la mia vita, la mia scelta

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Shackleton

Behind The Glass
2017, 6 su 10
https://shackletonwithanika.bandcamp.com/

Continuano i dischi di S realizzati in collaborazione con qualcun’altro. In qusto caso si tratta di Anika (Annika Henderson), sorta di cantautrice tra post-punk e elettronica. Quattro lunghi brani, che soffrono pesantemente della loro lunghezza (tutti attorno al quarto d’ora), che comunque sono spezzabili in momenti più brevi. Si fatica quindi ad arrivare alla fine, una maggior focalizzazione avrebbe giovato all’ascolto, anche se, appunto, pigliando il disco a piccole dosi, ci sono momenti interessanti.

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Pubblicato su Anno 2017, recensione, Voto 06

Pieralberto Valli

Atlas
2017, 6 su 10
https://pieralbertovalli.com/

Già nei Santo Barbaro, questo è l’esordio solista di PV, che abbandano post-punk e rock e si dedica al cantautorato elettronico, con forti basi melodiche, da rasentare il pop. Pianoforte sempre in evidenza, poi integrato appunto da suoni sintetici, forse troppi, visto che i momenti migliori si hanno quando l’acustico prevale.

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Pubblicato su Anno 2017, recensione, Voto 06

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