Meg

Corona di spine (“Camorra” OST)
2018
http://www.m-e-g.it/

Colonna sonora di un documentario (di cui è anche voce narrante) mostra un lato diverso di M, più compositrice che cantante (solo due, massimo tre i brani con voce). Esperimento riuscito, nonostante l’approccio classico (archi) e moderno (synth) alla materia, musica funzionale alle immagini, abbastanza incisiva da apparire ma non da soverchiare il film. Ma le canzoni funzionano meglio…

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Colapesce

Compendio infedele
2018
https://www.facebook.com/musicadicolapesce/

Un EP che esce a seguito del disco Infedele, e lo completa con demo, remix e due cover, molto lontane tra loro (Vasco Rossi e Radiohead). Piacevole ma complementare.

Aphex Twin

Collapse EP
2018
https://aphextwin.warp.net/

Ormai AT è ingiudicabile e atemporale. Questo dovrebbe essere materiale nuovo (non succedeva da 4 anni), ma non si discosta dal canone che ormai lo contraddistingue. Bene o male che sia, abbiamo cinque (o sei, dipende dalla edizione) brani in pieno stile AT, con titoli AT e suoni AT. Tutto molto AT.

Daniel Brandt

Channels
2018
https://www.eternalsomething.com/

Ancora libera uscita per un terzo del trio Brandt Brauer Frick (a questo punto forse terminato), a circa un anno dal lavoro precedente. Abbiamo qui un’oscillazione tra Tangerine Dream, minimalismo classico (Cage, Reich) e techno (va da sé, minimale), con accenni allegri e tutto sommato pop, per un disco di insolita leggerezza che si ascolta con facilità.

The Necks

Body
2018
http://www.thenecks.com/

Altro disco di TN, ancora una volta un unico lungo brano, che non si discosta dai lavori precedenti del classico trio jazz piano basso batteria alle prese con materiale meno convenzionale del solito, con inserti di chitarra e qualche movimento più post-rock. Come al solito, buon ascolto ma non memorabile.

HHY & The Macumbas

Beheaded Totem
2018
https://hhythemacumbas.bandcamp.com/

Gruppo portoghese che realizza un disco strambo, a metà strada tra jazz e sperimentazione, tribale e musica colta, con influenze molte e variegate tanto che alla fine sono di assoluta originalità. Brani lunghi, ossessivi, a volte pesanti, psichedelici in molti sensi, stranianti spesso, sghembi sicuramente.

Jlin

Autobiography (Music from Wayne McGregor’s Autobiography)
2018
https://www.facebook.com/jlintheinnovator/

La produttrice elettronica in Planet Mu scombina ulteriormente le carte e realizza la colonna sonora di un balletto. Da una parte la frattalità di suoni e ritmi tipici suoni e dell’etichetta (e che riesce difficile immaginare danzati), dall’altra momenti più riflessivi, che portano a momenti di pausa in uno scenario altrimenti insopportabile. Più interlocutorio che riuscito, un passo di lato rispetto ai lavori precedenti.

Amnesia Scanner

Another Life
2018
https://www.amnesiascanner.net/

Primo disco lungo (si fa per dire: meno di 40 minuti) per questo misterioso duo tedesco, che ben aveva impressionato all’esordio. Ma qui, pur riconoscendo la qualità dei suoni e l’originalità della proposta, tirano un po’ troppo sull’alienazione delle voci (ovvero filtraggi estremi di parole e cantato, che va bene all’inizio, poi il giochetto stufa un po’) e sulla frantumazione della proposta. E il risultato si fa pesante da portare fino in fondo, tanto che non invita ad un nuovo ascolto.

Cave

Allways
2018
https://www.facebook.com/cavechicago/

Un gruppo tra psichedelia e post rock (pubblica Drag City, sono di Chicago…), componenti condivisi con i Bitchin Bajas, e quindi ampi sprazzi kraut. Spiazzano anche cambiando ritmi e suoni nel mezzo dei brani, con zig-zag temporali e melodici forse eccessivi, e che lasciano un po’ perplessi.

Abul Mogard

Above All Dreams
2018
https://www.facebook.com/abulmogardmusic/

Sembra trattarsi di un compositore serbo di una certà età, che si è messo a comporre musica durante la pensione. All’ascolto, abbiamo droni ed altri ambientalismi, che all’inizio sono anche interessanti e colpiscono bene l’ascolto, ma che poi, complici i brani finali piuttosto lunghi, appesantiscono l’orecchio e lo affaticano fino alla noia. Da riprovare a piccole dosi.